Lucio Fontana, Studio per “concetto spaziale”

20/02/2018

La prima opera selezionata per voi la scegliamo fra le tante opere su carta conservate nelle collezioni della Fondazione Cirulli.
Perché proprio un disegno? L’immediatezza del tratto a matita trasmette meglio di ogni altro medium il pensiero creativo dell’artista; la scelta cade su un disegno di Lucio Fontana, una china su carta del 1951, Studio per “concetto spaziale” per il Palazzo della Triennale di Milano (titolato e datato dall’artista in basso a destra), bozzetto per il grande neon a sospensione che sarà collocato a soffitto in cima alla scala d’ingresso in occasione della IX Triennale di Milano.
Progettato per gli architetti Luciano Baldessari e Marcello Grisotti il sistema di tubi di cristallo con luce al neon bianca piegati a mano e sorretti da cavi d’acciaio - qui solo abbozzati - disegna curve luminose di diverse dimensioni che si intersecano, dando vita a un ambiente spaziale in cui ogni confine tra pittura, scultura e architettura è annullato.
Nel corso della sua ricerca artistica Fontana passa dai tagli sulla tela, un gesto rivoluzionario che esprime la volontà dell’artista di superare ogni divisione accademica tra le diverse forme d’arte e suggerire nuove prospettive estetiche e semantiche, alla realizzazione di ambienti spaziali attraverso cui sperimenta diverse forme di ricerca legate alla luce e grazie a cui raggiunge il massimo livello di sintesi tra le diverse discipline artistiche, da lui auspicato.
Dell’opera al neon il catalogo generale dell'artista registra quattro ricostruzioni autorizzate: la prima è conservata presso la Fondazione Fontana; la seconda, realizzata sotto la direzione di Luciano Baldasseri e Zita Mosca per la retrospettiva di Fontana a Palazzo Reale nel 1972, non più recuperabile, è stata ora sostituita da quella per il Museo del Novecento; una terza, realizzata nel 1977 per una mostra sul design italiano degli anni cinquanta al Centro kappa di Naviglio e successivamente depositata al CIMAC, è stata distrutta nel 1992; una quarta, realizzata per una retrospettiva a Bielefeld nel 1984, è stata donata alla vedova dell'artista, Teresita Rasini, alla Fundaciò La Caixa di Barcellona. La Fondazione Massimo e Sonia Cirulli conserva invece nei propri archivi questo rarissimo studio preparatorio.

Vittoria Cirulli