Enzo Mari, Progetto grafico di tessuto per la XI Triennale di Milano

28/03/2018

Nel 1957 Enzo Mari era attivo su tanti fronti: come artista continuava le sue ricerche sulla percezione e inaugurava la sua prima mostra allo Studio B24, lavorava alla grafica dei testi della mostra Il Pensiero Scientifico in Italia, allestita dai fratelli Castiglioni al Castello Sforzesco di Milano, iniziava a riflettere sul progetto del gioco, con i modelli dei 16 Animali e del Gioco delle Favole. La collaborazione con Danese inizierà l’anno successivo, ma questi sono anche gli anni in cui per vivere progetta stand per fiere, comunicati promozionali per lo studio Boggeri così come foulard. Tra tutto questo c’è una partecipazione alla XI Triennale di Milano, un’edizione particolarmente contestata, che riemerge dagli archivi della Fondazione Massimo e Sonia Cirulli, in particolare grazie ad alcuni progetti per tessuti. La Triennale del 1957 presentava due sezioni specifiche della Mostra delle produzioni d’arte, una Sezione dei Tessuti rivolta alle stoffe da arredamento allestita in un padiglione del parco  e una Sezione dei Tessuti dedicata invece ad arazzi e tappeti ed allestita all’interno del Palazzo dell’Arte. La partecipazione di Mari, a fianco di tantissimi altri nomi della sua generazione, da Ettore Sottsass a Roberto Sambonet, testimonia un terreno progettuale comune, ricostruibile a partire da queste mostre e concorsi - ampiamente documentati nelle collezioni della Fondazione - così come dai frequenti articoli apparsi sulla rivista “Domus”. Una dimensione condivisa che altro non è che una delle tante declinazioni di un dialogo continuo attivo in quegli anni tra industria - spesso erano le stesse imprese a promuovere queste iniziative e premiare i partecipanti, in vista della produzione - e designer, che si muovevano tra soluzioni visive vicine alle ricerche artistiche contemporanee, di cui spesso come nel caso di Mari erano protagonisti. Solo in questo contesto è possibile rileggere questi progetti, documenti poco conosciuti di una cultura visiva ricchissima e complessa

Marco Scotti