Enrico Sacchetti

n. 1877 Roma (RM) - m. 1967 Settignano (FI)
Caricaturista, pittore, illustratore e cartellonista di origine toscana, dopo il diploma in fisica-matematica conseguito a Roma, ritorna a Firenze, dove fa amicizia con Libero Andreotti. Nel 1901 collabora al Bruscolo di Vamba e a La Nuova Musica, quindi si trasferisce a Milano, dove collabora con il settimanale satirico milanese Verde e azzurro di Umberto Notari, per il quale realizza nel 1903 anche il manifesto di lancio, e con il quindicinale Teatro illustrato del 1905; nello stesso anno illustra "Le Roi Bombance" ("Re Baldoria") di Filippo Tommaso Marinetti e collabora con la sua rivista Poesia. Ancora per Umberto Notari illustra il suo libro "Quelle signore", insieme a Cesare Tallone e a Ugo Valeri. Dal 1908 al 1911 si trasferisce a Buenos Aires, in Argentina, dove collabora con il quotidiano El Diario. Nel 1912 raggiunge in Francia l'amico Libero Andreotti e lavora soprattutto per la moda.
Allo scoppio della guerra torna in Italia e lavora per la propaganda antiaustriaca collaborando con il settimanale Numero e con il 420. Verso la fine del conflitto è tra gli autori de La Tradotta, il famoso "giornale della Terza Armata", per il quale realizza numerose copertine e illustrazioni. Collabora poi con il Corriere dei piccoli e La lettura, periodici del Corriere della sera.
E' molto apprezzato anche nella cartellonistica pubblicitaria, (manifesto del 1921 per il Bitter Campari). Collabora, fino al secondo conflitto mondiale, con testate come L'Illustrazione italiana e Liedel ed illustra diversi volumi editi da Mondadori, Sonzogno e Zanichelli. Dagli anni Venti scrive articoli e libri, come "Vita d'artista" (1935, il suo primo libro, vincitore del IX Premio Bagutta) e "Due baci" (1935).
Durante la guerra perde il figlio Dino, caduto in Albania, e gli dedica il libro "Arte lunga" (Vallecchi, 1941).
Nonostante le manifestazioni di apprezzamento e la notorietà, la sua vita trascorre in solitudine fino a novantun anni, quando vi porrà fine tragicamente.

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